Tuttavia, nella seguente giornata di campionato, i Blancos ritrovano il successo grazie ad un pirotecnico 2-8, maturato allo stadio Riazor di La Coruña, grazie alla prima tripletta stagionale di Cristiano Ronaldo, alle doppiette di Gareth Bale e di Javier Hernández (al primo gol ufficiale con la nuova maglia), oltre alla marcatura di James Rodríguez. Marko è un incubo per la squadra scozzese a causa della sua velocità, delle sue qualità e, soprattutto, della tripletta che segna quella sera. Tecnica, rapidità di esecuzione, fantasia e senso tattico erano, insieme con la straordinaria potenza delle sue conclusioni di sinistro (che in Spagna gli valsero l’appellativo di Canoncito Pum), le qualità di questo campione dalla vita estremamente avventurosa, che ha provato persino l’emozione di leggere sui giornali la notizia (ovviamente non vera) della propria morte. Un minuto dopo Palacio riesce a spizzicare un altro pallone che finisce sui piedi di Mbaye, il tiro è secco ma Donnarumma fa miao e respinge l’ultimo pericolo rossoblu. Cristiano Ronaldo trasforma il tiro dal dischetto e decreta l’1-3 finale, sufficiente per permettere ai due volte campioni in carica di qualificarsi per l’ottava volta consecutiva alle semifinali. Alla difficoltà di dover affrontare, a soli 18 anni, ritmi più intensi, maggior pressione, una città più grande ed un pubblico più esigente, fa da contrappeso la possibilità di affiancare giocatori talentuosi ed esperti, come la stella nascente Benzema e soprattutto Juninho, noto maestro dei calci piazzati a cui Miralem riesce a rubare qualche segreto per diventare a sua volta uno specialista.
Bigon nel post partita ha ribadito che “il lavoro di questi due anni è positivo” credendo così di mettersi ancora una volta nel ruolo dell’esperto che ci spiega cose che non possiamo capire. Il 25 ottobre, nel successo interno ai danni dell’Athl. Il tecnico tenta di farli convivere in campo spostando Pjanic esterno, ma senza successo. Per la prima volta, a Lione Pjanic si trova confrontato con una realtà più grande e competitiva, molto diversa da quella del Metz, dove l’obiettivo era la salvezza. Capisco che è ora che qualcuno si prenda delle responsabilità ed è questo l’unico modo di crescere, non importa che ci faccia sapere Bigon che va al campo tutti i giorni, anche noi lavoriamo tutti i giorni, grazie, importa che la smetta di vaneggiare di stagioni positive e obiettivi minimi salvezza perchè – banalmente – è quello che chiede ed ottiene. Dopo Pirlo, anche Kakà dice addio. Newcastle e Huddersfield sono sulle tracce dello sloveno, e le parole del procuratore rilasciate nei giorni scorsi confermano l’ipotesi di un addio. Intervistato da OLTV dopo il match, Pjanic ritorna sull’azione del gol segnato al Bernabeu e ammette di non aver pensato all’uomo che lo marcava: il controllo con il ginocchio e quel movimento che gli permette di portarsi avanti la palla prima di tirare di sinistro gli sono venuti naturali.
Fra i prodotti del vivaio «deportivista» ci sono anche alcuni dei calciatori simbolo del club, inclusi i fratelli José Ramón e Fran González e Álex Bergantiños: gli ultimi due sono stati a lungo capitani della squadra, e Fran è anche il primatista assoluto di presenze con la maglia bianco-blu. Ma esisteva anche la borsa nera. Sicuramente, rispetto ai tempi di Lione (ma anche a quelli di Roma), Pjanic si riaffaccia alla Champions con ambizioni e aspettative nettamente diverse. Se il gol al Real Madrid resta il picco di visibilità europea di Pjanic nel corso della sua esperienza al Lione, la stagione successiva vede il rendimento del bosniaco calare, anche a causa di un malinteso tattico. B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. Tutti bravi nel Bfc, tutti fenomeni, fissano obiettivi ridicoli e li cannano però poi trovano il modo di trattare un pubblico che per essere più paziente dovrebbe drogarsi come fosse un branco di ingrati incompetenti. Ora dico una cosa difficile da capire, lo so: è uno spettacolo, dovrebbe essere emozione e divertimento, se la gente ti tira l’insalata e la frutta marcia forse non si sta divertendo.
“Totti ha dato tantissimo al calcio, sa cosa deve fare. Possibile cambio di scenario sorprendente in Serie A. Dalla possibilità Milan alla Roma, ecco cosa può accadere. In tre anni avete dilapidato tutto l’entusiasmo che la Serie A, lo scampato pericolo e l’arrivo di un proprietario serio aveva portato. L’esperienza è però positiva per Miralem, che in tre stagioni all’OL segna 10 gol su un totale di 90 partite e, soprattutto, cresce come calciatore e come uomo. All’OL arriva infatti Gourcouff, talento mai completamente esploso del calcio francese. Il giovane talento si prende quasi subito la maglia da titolare dei rossoneri. Il dirigente Saporta, inviato in Svezia per scovare il miglior talento della rassegna iridata, commentò: «Non possiamo acquistare il miglior calciatore del mondiale poiché l’abbiamo già. Il calciatore con più presenze della squadra è Joaquín a quota 437, mentre il miglior marcatore è Rubén Castro con 147 gol. L’attaccante spagnolo è cresciuto nelle giovanili del club madrileno, segnando dieci gol in 37 presenze in prima squadra prima di trasferirsi alla Juventus nell’estate 2014 per una cifra stimata in 20 milioni di euro, con una clausola di riacquisto a favore del Real.
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